Chissà
se vere Sirene vivono ancora tra di noi? Però nel passato ci sono stati
numerosi avvistamenti di sirene. Jacopo Noierus scrive infatti che nel 1403
una sirena, catturata nello Zuider Zee, fu portata ad Haarlem, e nonostante
provasse inizialmente un certo fastidio e molta vergogna a portare vestiti,
tuttavia si lasciò lo stesso vestire e imparò successivamente anche
a vestirsi da sola, col tempo imparò pure quasi alla perfezione i modi umani,
a mangiare come un'olandese, a filare e ad impegnarsi in altri lavori femminili.
Era di modi semplici e gentili e visse fino a tarda età; ma non riuscì
mai a imparare l'olandese. Le poche volte che parlava lo faceva solo nel suo
linguaggio, forse troppo differente da quello umano per poter essere tradotto.
Così non potè raccontare nulla sugli usi e costumi del popolo
del mare. Un vero peccato dato che si dispongono solo di pochissime notizie
sugli usi domestici e sugli argomenti di conversazione delle sirene medioevali.
Negli archivi reali del Portogallo vi sono ancora i documenti relativi al
diverbio insorto tra la corona e il Gran Maestro dell'ordine di San Giacomo
in merito al diritto di proprietà sulle Sirene abbandonate dal mare sulle
spiagge del Gran Maestro. La lite si concluse in favore del Re: "Sia sancito
che le Sirene e gli altri mostri marini che saranno gettati dalle onde sulle
spiagge del Gran Maestro entrino a far parte della proprietà del Re". Questo
proverebbe che a quel tempo le Sirene erano abbastanza numerose. Però
una delle testimonianze forse più attendibili è quella del capitano John Smith,
quello della storia di Pocahontas, il quale a quei tempi era ritenuto persona
degna di fede. "A questo punto, non posso non ricordare" dice "la meravigliosa
creatura di Dio, che vidi con questi occhi nell'anno 1910. Una mattina, al
primo spuntar del sole, mi trovavo sulla spiaggia, non lontano dal porto di
Saint John, quando vidi un mostro marino che nuotava velocemente verso di
me. Ella era d'aspetto seducente: gli occhi, il naso, le orecchie, le guance,
la bocca, il collo, la fronte ed il viso nel suo insieme sembravano quelli
di una splendida fanciulla; i capelli dai riflessi azzurri le ricadevano lunghi
sulle spalle...". Anche dalle opere di Gessner, Rondeletius, Scaliger e di
tanti altri sembra abbastanza chiaro che, al loro tempo, gli avvistamenti
di Sirene erano abbastanza comuni (almeno quanto gli avvistamenti di UFO ai
nostri giorni) e, certo per questa ragione, godevano discutibile reputazione
presso le persone colte: dato che tutto ciò che è comune può
sembrare a volte di scarso valore, come dimostra efficacemente la stessa parola
"volgare". Questa considerazione aiuta forse anche a spiegare la loro appendice
ittica poiché le Sirene più antiche somigliavano agli uccelli. La trasformazione
dovette aver luogo, immagino, al tempo di sant'Agostino, quando numerosi pagani
cominciarono ad ostentare abiti e caratteri nuovi, non sempre con proprio
vantaggio, e dovette coinvolgere anche le Sirene nate nelle acque dell'Ellade,
che avremmo potuto supporre più rispettabili e più conservatrici delle altre.
... Nulla attraversò mai la piccola Grecia senza uscirne rinnovato e purificato:
mille correnti torbide affluirono verso l'Ellade da ogni parte del mondo per
defluire in modo splendido, come un fiume limpido e tranquillo che doveva
fecondare il mondo. Così avvenne anche per le Sirene: come tante altre cose,
esse erano solo un prodotto importato, una delle nuove idee che, al seguito
delle correnti commerciali, erano riuscite ad insinuarsi tra i Greci e ne
alimentavano la fantasia artistica. Oggi, che conosciamo qualche cosa di più
dell'antica civiltà di paesi che ebbero rapporti con la Grecia, come l'Egitto
e la Fenicia, siamo in grado di apprezzare meglio il genio ellenico, che fu
veramente prodigioso nella trasformazione di tutto ciò che aveva preso in
prestito da altri. ... E' risultato chiaro che le Sirene non erano indigene
della Grecia, ma appartenevano a cicli non ellenici e più primitivi: "restarono"
come dice Butcher "parole straniere prese a prestito in una lingua, mai perfettamente
assimilate". Come avvenne per tante altre concezioni animistiche, comuni a
molti mari e terre, esse furono trascinate nell'Ellade e vi furono purificate.
Le Sirene greche vengono raffigurate con i caratteri dell'eterna giovinezza:
se ne stanno su scogli circondati dal mare con la lira in mano, o sorgono
dalle acque lucenti, percuotono i cimbali e scompaiono. (Tratto da: La terra
delle Sirene - Norman Douglas)
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